titoloGIRO DEL MONDO IN BARCA A VELA

 

Sine Salum

 

       

Venerdì 04/12/2009

Dopo la giornata passata presso il centro dei bambini di Ornella raggiungiamo la spiaggia per rientrare in barca. Il fuoribordo non vuole saperne di partire e un onda gigante ci ributta indietro. Siamo bagnati dalla testa ai piedi. Ci riproviamo e questa volta riusciamo a raggiungere Coelacanthe. Fortunatamente pc e macchina fotografica sono asciutti.

Alle 19:30 iniziamo a muoverci a vela grazie ad un leggero vento da N/E. La luna piena illumina il cammino permettendoci di vedere le numerose piroghe dei pescatori.

       
       

Sabato 05/12/2009

Alle 6 siamo all`ingresso del Sine Salum ancoriamo su 6 metri di acqua e aspettiamo la luce.

Alle 7:30 entriamo con vento forte e corrente contraria. La profondità si aggira sui 3 metri, non è concesso sbagliare!

       

Nel fiume il vento cala e le onde scompaiono gradualmente mentre lo risaliamo. Le sponde sono coperte di mangrovie, qualche baobab spunta dietro di loro, diverse specie di uccelli volano, i pesci saltano nel fiume completamente avvolto da un silenzio incredibile.

Ancoriamo vicino al villaggio di Guirnda.

La barca è immobile, intorno a noi un silenzio irreale rotto solo dal passaggio di qualche piroga.

Passiamo la giornata a pescare, riposare e soprattutto a contemplare la natura intorno a noi.

       
       

Al tramonto il cielo si tinge di splendidi colori pastello. Compare davanti ai nostri occhi un quadro di incredibile bellezza. Ammiriamo questo spettacolo senza parlare mentre dalla riva ci raggiungono i suoni dei tamburi e dei canti.

Scende la notte sul Sine Salum.

       

Domenica 06/12/2009

Ci rimettiamo in marcia respirando a pieni polmoni quest`aria che profuma di verde. Risaliamo il fiume fino a Foundiougne.

Visitiamo il villaggio

       

Per strada troviamo baobab, capre e maiali liberi, venditori di artigianato locale, bambini che ballano al ritmo dei tamburi o giocano a calcio, persone sedute fuori dalle case e dai negozi che guardano la giornata passare.

C`è movimento per le strade dissestate, persone e carretti trainati da cavalli, le macchine sono tutte al di là del fiume dove con 2 ore di strada arrivi a Dakar.

       

 

Rientriamo in barca e contempliamo il tramonto con birra, pane e bresaola.

Lunedì 07/12/2009

Discendiamo il fiume a vela e ancoriamo davanti a Cap Marianne dove ci sono 2 villaggi turistici.

 

       

Martedì 08/12/2009

Scendiamo a terra e lasciamo il tender in un villaggio turistico dove il proprietario ci dà il benvenuto.

Imbocchiamo la strada per raggiungere il villaggio di Mar-lodj. Camminiamo su una strada deserta immersa nella natura , intorno a noi baobab, palme, formicai giganti, silenzio rotto dal canto degli uccelli e dal rumore del vento tra le palme.

       
       

Dopo un ora di cammino raggiungiamo il villaggio. Chiediamo di Jean Edouard il ragazzo che abbiamo conosciuto a Dakar. Ci dicono che lo troveremo in spiaggia.

Camminiamo per le vie di sabbie tra le case che hanno recinti fatti di palma. Tutti ci salutano e ci guardano incuriositi.

       
       
Troviamo Jean che è felicissimo del nostro arrivo. Con lui visitiamo il villaggio e scopriamo la sua storia. In questo minuscola comunità c`è una chiesa e una moschea, cristiani e mussulmani vivono insieme in armonia. Non ci sono leggi, ne polizia, tutti i problemi sono regolati dall`anziano del villaggio nel tribunale posto nella piazza centrale (il gazebo qui a destra).
       
       

La corrente è data da pannelli solari, l`acqua da bere è presa da pozzi comuni mentre ogni casa è dotata di una cisterna per la raccolta di acqua piovana che garantisce acqua dolce per 9 mesi (qui a destra).

Per strada ci sono cani, capre, galline e maiali, bambini che giocano, carretti e donne che portano in testa enormi ceste.

Il villaggio vive di pesca e della coltivazione principalmente del miglio (che usano per il cous cous).

       

Andiamo nel villaggio accanto per conoscere la cugina Angelica maestra di scuola elementare.

Ci invita a mangiare. Intorno ad un tavolo viene messa una grossa pentola rotonda dalla quale mangiamo tutti insieme (con il cucchiaio solo per la nostra presenza). È riso con pesce affumicato e fagioli. Davvero squisito.

Beviamo l`acqua del pozzo che è fresca e buonissima.

Jean ci prepara attaaya il tè che i senegalesi hanno imparato dai mauritani. Le foglie di tè verde vengono fatte bollire con lo zucchero e poi fatto passare da un bicchiere all`altro fino a formare una schiuma densa. Squisito.

Angelica ci parla del Senegal, della fede, delle donne in africa e del suo lavoro. È bello chiaccherare con lei.

Alle 16 accompagnamo a scuola Angelica per le lezioi del pomeriggio. La scuola ha 5 classi ma solo 2 aule, perciò hanno costruito con le canne di miglio le aule mancanti. È difficile fare lezione ai suoi 25 alunni lì dentro.

La salutiamo e la ringraziamo di cuore per la calorosa ospitalità.

Jean ci porta a casa sua dove conosciamo la mamma Sofia.

Sta lavorando il miglio che riduce in una polvere fine che viene utilizzata per il cous cous della cena.

Sofia come tutte le donne del villaggio vende al mercato degli oggetti di artigianato e collane. Compriamo un profumato incenso fatto con fiori del villaggio e lei ci regala due collane in suo ricordo.

Alle 17 riprendiamo il sentiero per raggiunger la barca. Promettiamo a Jean di tornare domani per passare un`altra giornata insieme.

È la giornata più bella che abbiamo passato in Senegal.

Oggi siamo stati accolti con calore e affetto da queste persone che vivono in estrema semplicità ma che sanno donarti con il sorriso tutto quello che posseggono.

In barca, sotto la luna realizziamo il grande insegnamento appreso oggi nel piccolo villaggio di Mar-lodj

       

Mercoledì 09/12/2009

Partiamo con Coelacanthe alla volta di Mar-lodj. Siamo timorosi perchè non abbiamo le carte con le profondità, procediamo quasi alla cieca. Guardiamo le diverse colorazioni dell`acqua e i percorsi fatti dalle piroghe. Davanti al villaggio a poche miglia troviamo un grosso banco di sabbia e decidiamo di ancorare su 4 metri di acqua.

 

       

 

Raggiungiamo la spiaggia con il tender dove Jean ci aspetta con ostriche appena pescate (si trovano attaccate alle radici di mangrovie).

Vuole grigliarle sulla spiaggia. Accende il fuoco e subito ci raggiungono due bambini con dei granchi e Abba un ragzzo con un pesce. Cuociamo e mangiamo tutti insieme queste vere prelibatezze offerte dalla natura.

 

       
       

Jean prepara e pulisce tutto servendo a noi le parti migliori. Buono il pesce, squisite le ostriche. Facciamo fatica a mangiare il granchio ma non possiamo dire di no e scopriamo che la sua carne è deliziosa.

       
       
Andiamo a casa di Jean dove Sofia ci accoglie con un piatto di riso con arachidi macinati e olio di palma. Jean ci prepara un dolce a base di cous cous di miglio acqua e zucchero (ha un forte sapore di granaglia che fatichiamo a gustare ma che mangiamo comunque).
       

Sofia stende un tappeto in giardino ed in nostro onore si forma presto un gruppetto di persone venuto a salutarci e parlare con noi.

Albert un ragazzo che va all`università e studia spagnolo ci prepara attaaya il tè che va fatto 3 volte secondo un rituale ben preciso. Il primo ha un gusto molto forte, il secondo più dolce ma ancora intenso e il terzo decisamente zuccherato. Siamo i primi ad essere serviti poi lo stesso bicchiere passa a tutti e alla fine viene lavato e usato x il giro successivo.

Mi spiegano che il tè diventa una buona occasione per passare tempo insieme.

 

Marcell porta degli arachidi al naturale e un piatto di anguria.

Le donne si fanno le treccie e gli uomini sul tappeto chiaccherano con noi.Passiamo così il pomeriggio a ridere e scherzare con queste persone e ci diamo appuntamento nel giardino di Sofia tra 4 anni quando avremo finito il nostro giro del mondo....Marcell dice che poi torneremo a Mar-lodj per compare una casa e vivere con loro.

       

Alla sera salutiamo e ringraziamo tutti.

Jean ci accompagna alla spiaggia dove ci scambiamo mail e numeri di telefono. È dispiaciuto perchè vorrebbe passassimo con lui altri giorni ma il nostro visto sta scadendo e dobbiamo per forza rientrare a Dakar.

       

Con la barca, approfittando dell`alta marea, usciamo dal canale e ancoriamo nel sine salum solo dopo esserci insabbiati una volta e aver attorcigliato la lenza nell`elica del motore.

Davanti a questo spettacolare tramonto con grana e Chardonay brindiamo a queste giornate magiche dove abbiamo imparato molto e ci ripromettiamo di farne tesoro.

       

Giovedì navighiamo tutto il giorno per ritornare a Dakar.

Venerdì facciamo le pratiche di uscita, carburante, acqua e spesa e salutiamo i navigatori conosciuti al CVD (qualcuno ci raggiungerà a Capo Verde).

Quello che ci rimane nel cuore del Senegal, oltre alla natura spettacolare, sono i senegalesi dal cuore caldo e i generosi sorrisi.

Djeredjef!

Djiadgodgial!

Grazie!

 

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